Società

Imprenditoria e ambiente: parla Bardellini, fondatore di EcoAmor

“Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario.”

PRIMO LEVI

 

Ti sei mai chiesto quale sia l’impatto ambientale dell’olio di frittura riversato nel tubo di scarico? Un litro di olio vegetale esausto inquina una superficie d’acqua potabile pari a 1.000 m2. 

A quanto corrisponde? Troppo, considera che 2,2 miliardi di abitanti del pianeta non dispongono di accesso all’acqua potabile e 4,2 miliardi non possiedono servizi igienici adeguati. 

Ma cos’è l’olio vegetale esausto? E’ il residuo da frittura. In Italia, ogni anno, la quantità di olio vegetale esausto prodotto è pari a 280.000 tonnellate. Dalle stime più recenti si evince che circa 65.000 tonnellate sono prodotte dalla ristorazione (ristoranti, bar, alberghi), 45.000 tonnellate dalle attività commerciali e industriali (friggitorie, laboratori di rosticcerie, ristorazione industriale) e le restanti 170.000 tonnellate da consumi domestici nelle abitazioni (dati pre Covid).

Lo smaltimento non corretto dell’olio vegetale esausto può produrre il malfunzionamento degli impianti di depurazione delle acque, l’inquinamento del suolo, l’inquinamento freatico – con impatto diretto sui pozzi di acqua potabile-, l’incremento dei costi globali di depurazione delle acque e l’inquinamento di fiumi, mari e bacini idrici. Gli oli esausti, infatti, creano una pellicola superficiale che impedisce l’ossigenazione dell’acqua, compromettendo l’esistenza di flora e fauna. Se smaltito nella rete fognaria, come spesso avviene all’interno delle mura domestiche, l’olio vegetale esausto pregiudica il buon funzionamento della rete stessa, intasando condutture e depuratori; la depurazione delle acque inquinate da questo rifiuto speciale richiede un sovrapprezzo quantificabile in 1,10 € al kg, che pesa sulle tasche dei contribuenti.

Basta osservare il Tevere per comprendere come i comportamenti umani influiscono sull’ambiente e come noi cittadini, spesso, non facciamo abbastanza.

Da qui, dunque, la necessità di raccontare una storia d’amore e rispetto per il territorio. A guidarci in questo percorso sarà Stefano Bardellini, fondatore di EcoAmor, società romana dedita alla “rigenerazione” degli oli vegetali esausti. 

 

Geometra Bardellini EcoAmor racconta una storia imprenditoriale d’avanguardia. Quali sono gli inizi di questa avventura e quali traguardi avete raggiunto?

Risposta. La EcoAmor SRL è il risultato di un lungo processo di gestazione, familiare e personale. Essa rappresenta il frutto della quarta generazione di Bardellini, famiglia romana che opera nel settore della “rigenerazione” dal 1940.

Capostipite dell’imprenditoria di settore è stato nonno Leonardo, attivo nel settore dell’industria saponiera in trastevere, quartiere nativo della famiglia. Qualcuno ancora ricorda uno dei nostri primi prodotti: Sapone LAZIO.

Mio padre e mio zio, successivamente, sviluppano e implementano il mercato della raccolta e recupero dei sottoprodotti animali derivanti dalla ristorazione. 

Io ed i miei fratelli rappresentiamo la terza generazione, dedita alla raccolta, trasporto e stoccaggio di prodotti e merce zootecnia per saponeria.

La svolta nel settori oli avviene negli anni 80. E’ in quel periodo che si costituisce la Satrul SNC (Servizi Ambientali Trasporti Urbani Liquidi) la quale recupera e trasporta, con autorizzazione in proprio, gli oli esausti di cottura.

Nel 2000, con la partecipazione di mia figlia Paola, la più sensibile al tema ambientale, costituiamo EcoAmor. 

Siamo così giunti alla quarta generazione di Bardellini! Abbiamo costituito una società giovane, anche anagraficamente, ed abbiamo una scuderia di mezzi Ducati che opera attivamente per la protezione dell’ambiente e di Roma (da cui AMOR). 

Sono particolarmente orgoglioso di tutti questi risultati. 

 

Geometra Baredellini con la sua azienda avete dato vita al “progetto EcoCasa”. In cosa consiste questa iniziativa che coinvolge singoli cittadini e condomini?

Il “progetto EcoCasa” è l’iniziativa tesa alla raccolta porta a porta degli oli vegetali esausti. La stessa nasce a seguito dell’emergenza pandemica, che ha comportato la chiusura di mense e centri ristoro. A friggere, producendo un prodotto inquinante per l’ambiente, rimanevano solamente i cittadini. Da questa presa di coscienza l’idea, il porta a porta dedicato alle famiglie ed ai condomini.

Già dai primi giorni le soddisfazioni. Non solamente gli amanti dell’ambiente, ma anche i cittadini, gli amministratori ed i capi condomini sensibili al tema ambiente hanno richiesto il nostro intervento. Abbiamo trovato la strada giusta!

Aderire individualmente è semplice. Basta una mail all’indirizzo info@ecoamor.it dichiarando l’assenso al progetto EcoCasa ed allegando copia di un documento d’identità. Una volta fissato il giorno del ritiro si procederà alla tracciatura degli oli, procedendo successivamente a dare nuova vita al prodotto.

E’ anche possibile aderire come condominio, organizzando la raccolta mensile degli oli.

 

Qual è il percorso di riciclo realizzato per il recupero degli oli vegetali esausti?

In fase di raccolta verifichiamo che i liquidi presi in carico siano effettivamente oli vegetali esausti, per questa ragione provvediamo a compilare e rilasciare al soggetto aderente una certificazione “formulario rifiuti” ai sensi del D.Lgs 15/06. 

Questo è uno dei momenti più importanti, una errata differenziazione degli oli può vanificare un intero ciclo di rigenerazione.

Una volta verificati e raccolti, gli oli vengono indirizzati al sito di stoccaggio EcoAmor. Qui realizziamo il processo di filtraggio, indispensabile ad eliminare le impurità da frittura. Gli oli filtrati e certificati, da ultimo, saranno inviati agli impianti rigenerativi presenti sul territorio. Da lì verranno lavorati per realizzare biodiesel, biogas ed altri prodotti ancora.

Percorso differente, invece, riguarda gli oli minerali pericolosi, che per intenderci sono quelli delle autovetture, e gli oli PCB per condensatori e trasformatori. Questi ultimi, a causa della loro scarsa biodegradabilità, sono altamente inquinanti. Per questi trattiamo il recupero, lo stoccaggio ed il trasporto in centri specializzati di modiche quantità, ma solamente per salvaguardare l’ambiente! 

 

Geometra Bardellini qual è un suo auspicio per il futuro ?

In generale mi auguro che vengano fatti maggiori sforzi per una seria attivazione dei processi di economia circolare!

Tutto ha un inizio ed una fine. Ciò, a maggior ragione, vale per i rifiuti. Attraverso il riciclo possiamo togliere dall’ecosistema una quantità enorme di cianfrusaglie obsolete, materiali e liquidi inquinanti che occupano spazio, deteriorano l’ambiente e degradano l’ecosistema.

Economia circolare vuol dire creare un ciclo virtuoso nell’uso e “disuso” di ogni bene di consumo. Sforziamoci, dunque, di essere consapevoli della vita e non vita dei nostri acquisti. Usiamo, recuperiamo, ricicliamo e immettiamo, sotto un altro aspetto, ciò che abbiamo comprato.

Per quanto riguarda gli oli esausti, invece, pensiamo al benessere dell’ambiente, dei mari, del Tevere! Meditiamo anche sui benefici provenienti dal riciclaggio: energia alternativa, acqua pulita, preservazione della fauna, della flora e delle falde acquifere; una migliore qualità della vita per i nostri figli e nipoti.

Tutto quanto ho enumerato, auspico, contribuisca ad avviare ciò che definisco il “ciclo di gratificazione”, ossia essere felici di aver fatto del bene.