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Le contraddizioni del Governo sugli scontri

MATTEO PIANTEDOSI

Sugli scontri e le proteste dei giovani, il ministro Crosetto parla di guerra ibrida e di ingerenza della Russia, ma i ministri Piantedosi e Salvini smentiscono.
Dopo il Comitato per la Sicurezza in Prefettura a Milano, il sindaco Sala esprime preoccupazione per sabato prossimo, ma invita a evitare la psicosi della chiusura dei negozi.
Ma, chi c’è dietro le manifestazioni violente di gruppi di giovani e giovanissimi nei cortei di ‘Italia in Piazza’ contro il carovita? Il ministro della Difesa Guido Crosetto esce dagli schemi destra-sinistra per ampliare lo sguardo verso la Russia, l’Iran e altri conflitti internazionali che coinvolgono l’Occidente.

Il ministro Crosetto, intervenendo a Roma, a Villa Miani, in un convegno sulla Defence Procurement, ha detto: “I fatti di Milano e di altre parti del Paese sono una cosa profondamente diversa da ciò che abbiamo vissuto in altre epoche. Il frutto, il punto di arrivo di una guerra ibrida che qualcuno sta portando nelle nostre nazioni con strumenti non convenzionali, come quello dei social, TikTok o YouTube, senza che l’Occidente se ne renda conto e reagisca.

Se 3 ragazzi su 10 hanno partecipato alle manifestazioni, non ragazzi di seconda generazione o ‘maranza’ ma principalmente italiani, se 6 su 10 le condividono, è perché in questi anni hanno subito una contro educazione, non da parte delle famiglie o dalla scuola ma da qualche parte che gli ha dato punti di riferimento, valori, ambizioni, visioni in conflitto col mondo in cui vivono e anche con le regole democratiche. Stiamo combattendo una guerra ibrida che nessuno di noi ha mai combattuto e che subiamo.

E la mia più grande preoccupazione oggi, più ancora di quella ‘fisica’, è la capacità che ormai hanno alcune nazioni, dopo aver studiato con gli algoritmi le menti dei nostri giovani, di conoscerli molto meglio di noi e di influenzarli. Perché quando tu hai prodotto contenuti e raccolto dati per anni e anni, senza che nessuno se ne rendesse conto, hai visto le reazioni che si scatenavano e con l’intelligenza artificiale hai ora la possibilità di studiarle, magari aumentando la capacità di analisi attraverso le tecnologie quantistiche, tu disponi di un’arma potentissima, di cui nessun altro dispone.

Instillare nella mente delle persone, soprattutto dei più giovani delle idee e dei modi di pensare che loro pensano essere loro, ma che derivano da una manipolazione molto sofisticata: questo oggi è uno degli scenari che mi preoccupano di più, e non lo dico da oggi, sono quattro anni che lo vado dicendo in Europa e anche in sede Nato”.

Il gip Fabrizio Filice, nel provvedimento a carico degli arrestati per i quali ha convalidato la misura cautelare in relazione agli scontri di Milano, ha scritto: “Sono in corso indagini sulle convocazioni via social dagli account di “Milano in Piazza” e “Movimento 17 ottobre”. In particolare, si legge in una nota nel provvedimento, “Si indaga su quanto ci fosse di programmato in tale degenerazione della convocazione via social della protesta e se ci fosse una regia organizzativa dietro gli eventi”.

Quattro degli arrestati restano in carcere e uno viene scarcerato e va ai domiciliari col braccialetto elettronico. Lo ha deciso il giudice Fabrizio Filice pronunciandosi sulla convalida della misura cautelare chiesta dalla Procura per cinque arrestati per gli scontri a Milano.

Oggi alle 17,30, il Consiglio dei ministri, si riunisce a Palazzo Chigi per l’esame del seguente ordine del giorno:
– schema di decreto-legge contenente disposizioni urgenti in materia di sicurezza pubblica e contrasto alla criminalità minorile;
– schema di decreto del presidente del consiglio dei ministri sul Regolamento concernente modifiche al regolamento di riorganizzazione del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, in esame definitivo.

Il vicepremier Matteo Salvini esclude una regia dietro le devastazioni di Milano. A margine della posa della prima pietra del ‘Bosco della Musica’ a Milano, ha detto: “No. Ho letto cose strambe, i russi? Per questo chiedo un patto fra tutti per difendere e proteggere Milano. Anche perché molti di questi vengono da fuori Milano. Ne parlavo con il questore, la polizia ferroviaria li può intercettare a casa loro, quando vengono dalle province, li devi intercettare là e devi controllare le stazioni”.
Lasciando la Prefettura, dove si è svolto il Comitato per la sicurezza, il sindaco Giuseppe Sala ha detto: “C’è preoccupazione per sabato a Milano perché si teme che ci sia certamente qualcuno che assomiglia a chi è stato in piazza nel week end, qualcuno che si oppone e anarchici. Bisogna evitare la psicosi di chiudere i negozi, è troppo per una città come Milano, una città che ha una storia di partecipazione della vita nelle piazze. Non mi sono pentito di avere detto che non c’erano poche forze dell’ordine in campo, ma non è un’accusa è una constatazione. Nel mio ruolo e nel mio stile non indulgo nella provocazione, era solamente un’osservazione”.

Il Comitato provinciale per l’ordine pubblico e la sicurezza in Prefettura a Milano si è svolto alla presenza del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. Tra i presenti anche il vicepremier Matteo Salvini, il prefetto Claudio Sgaraglia, il sottosegretario Nicola Molteni, il capo della Polizia Vittorio Pisani, il sindaco Giuseppe Sala, il procuratore Marcello Viola, il procuratore dei Minorenni Luca Villa, il questore Bruno Megale e i vertici delle forze dell’ordine.

Il ministro dell’Interno, Piantedosi, ha detto: “Obiettivamente vi dico che non c’è ancora nessuna evidenza di legami con la Francia e con la Russia. È emerso anche dalle analisi che hanno fatto gli specialisti e anche appartenenti all’autorità giudiziaria qualcosa di mai visto mai visto al mondo. È un fenomeno assolutamente nuovo, inedito insidiosissimo, molto fluido che non ha un riferimento percepibile a quelle che sono organizzazioni tradizionali alle quali le forze di polizia si contrappongono di tipo antagonistico o quant’altro. Nessuna polemica, con il sindaco di Milano abbiamo condiviso pienamente gli obiettivi che dobbiamo mettere in campo e che dobbiamo perseguire a tutela della città di Milano”.

Piantedosi ha difeso l’operato delle forze di polizia aggiungendo: “L’assalto ai negozi è avvenuto nel giro di qualche minuto e in qualche modo la reazione c’è stata. Il numero degli arresti è eloquente. Se uno dice che non c’erano le forze polizia, allora chi li ha fatti quegli arresti in quella maniera anche significativa e importante? Quindi sono soddisfatto e non ho nessun rilievo da muovere alle forze dell’ordine”.

Ma, a poche ora dal varo del nuovo decreto sicurezza da parte del governo, sull’onda degli scontri visti a Milano, il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, torna sul tema per ribadire e integrare quanto detto lunedì all’assemblea delle Province italiane su quegli scontri esplosi “in modo inatteso” per l’azione di “soggetti inediti” e di fronte ai quali il Capo dello Stato ha chiesto “un’analisi intelligente e approfondita” e che sia “elaborata un’attenta vigilanza”.

Concetti chiave di quel messaggio sono i “soggetti inediti”, quei giovani e giovanissimi scesi in piazza e coinvolti nei disordini. Fenomeni, dice oggi il Presidente Mattarella, che accanto alle necessarie scelte congiunturali richiedono uno sguardo di ampia visione per mettere in campo strategie adeguate nel farsi carico del malessere, del senso di insicurezza per il futuro che sovente i giovani avvertono, del timore di asservimento o di emarginazione. Uno sguardo che metta da parte il paternalismo o, addirittura, la sufficienza con cui spesso si guarda alle nuove generazioni, ma che li consideri per quelli che sono: i protagonisti e gli artefici del futuro del Paese.

Mattarella ha detto. “La società non può rivolgersi ai giovani con un atteggiamento di indifferenza o, peggio, di meschina sottovalutazione”. Non è un caso che il Capo dello Stato abbia deciso di parlarne durante la cerimonia di consegna delle onorificenze ai Cavalieri del Lavoro. E agli Alfieri d’Italia, quei giovani e giovanissimi, italiani, anche residenti all’estero, e stranieri residenti in Italia, che si sono distinti nel campo dello studio, della cultura, della scienza, dell’arte, dello sport, del volontariato e con singoli atti o comportamenti ispirati ad altruismo e solidarietà che possano proporre modelli di comportamento positivi delle nuove generazioni.

“È una grande questione sociale. Una priorità che deve vedere sensibili istituzioni e tutte le forze della società”, sono le parole del Presidente. “Le preoccupazioni del presente devono specchiarsi nell’impegno a progettare il futuro”. E se da più parti la politica indica nei figli di immigrati, negli italiani di seconda generazione, i protagonisti dei disordini di piazza, il presidente della Repubblica manifesta, al contrario, preoccupazione per il grave peso che un bilancio negativo delle migrazioni giovanili ha sul Paese, anche dal punto di vista del tessuto economico.

“Dobbiamo dar vita a condizioni per rendere attraente ai giovani il ritorno”, sottolinea, quindi, il Capo dello Stato: “Molti rientrerebbero volentieri se fosse offerto loro un cammino di lavoro e di vita che consentisse di potersi realizzare”. Si tratta di una grande questione sociale, sottolinea, “tanto più in questi tempi tumultuosi e incerti fatti di insensate guerre di aggressione, delegittimazione del diritto internazionale, barriere protezionistiche, politiche neo-imperialistiche, l’insicurezza delle rotte marittime, rincari dell’energia che ne sono derivati e che alimentano l’inflazione, pretese neo-monopoliste: tutti questi dissennati fenomeni”, osserva il Capo dello Stato, “stanno producendo effetti gravemente negativi sulle catene del valore, sulla libertà dei commerci e si riflettono sulle stesse libertà del nostro modello di vita”.

Il richiamo del Presidente Mattarella è senz’altro opportuno quando la politica diventa demagogia strumentalizzando e oscurando la verità dei fatti.

Forse il governo non ha chiaro che i giovani protestano in Francia, in Europa, in Italia, in India ed in altre parti del mondo perché rivendicano un futuro migliore in cui vorrebbero vivere con quelle certezze di pace, di rispetto, di dignità sociale, di libertà dal bisogno, di giustizia sociale e di umanità che oggi non viene loro garantito. Infatti, lo scenario geopolitico attuale prospetta solo la possibilità di una guerra dalle conseguenze spaventose, con una sempre maggiore corsa al riarmo fatto con i soldi di tutti i contribuenti che poi finirebbero nella macelleria di carne umana. Una logica orribile ed inaccettabile. Bene fanno i giovani a protestare per non rinunciare al diritto di vivere umanamente il loro futuro. E’ compito della politica garantire ai posteri un futuro migliore all’umanità intera.

Salvatore Rondello