L’Iran deve prepararsi a far fronte nel lungo termine alla “guerra economica” imposta dagli Stati Uniti. Ad affermarlo è Mohammad Bagher Ghalibaf, presidente del Parlamento iraniano e capo negoziatore di Teheran.
Secondo quanto riportato dall’emittente Al Jazeera, la leadership della Repubblica Islamica punta a blindare l’economia nazionale attraverso una strategia di resistenza pluriennale per neutralizzare le sanzioni e le pressioni finanziarie di Washington. Le dichiarazioni si inseriscono in un quadro geopolitico e militare estremamente delicato, segnato dal blocco dello Stretto di Hormuz e da complessi tentativi di mediazione internazionale.
Nelle ultime settimane, Ghalibaf ha più volte ribadito la linea ferma del governo iraniano di fronte alle mosse degli Stati Uniti, sottolineando come Teheran non sia né «entusiasta» né «intimidita» dalle pressioni americane.
Il presidente del Parlamento ha chiarito che il Paese adotterà un approccio duale:
L’Iran continua a mantenere la massima allerta militare e la chiusura dello Stretto di Hormuz. Il passaggio strategico non verrà riaperto fino a quando non saranno soddisfatte le sette condizioni stabilite dal Memorandum di Islamabad.
Nonostante la retorica intransigente, l’Iran non chiude del tutto la porta ai canali diplomatici. Washington ha avanzato alcune proposte tramite un mediatore, ma Teheran avverte che “l’era dell’imporre richieste unilaterali è finita”.
Per la leadership iraniana, l’economia rappresenta il vero e principale fronte di scontro con l’Occidente. La resistenza finanziaria viene considerata l’elemento chiave non solo per la sopravvivenza del regime, ma anche per indebolire l’influenza globale degli Stati Uniti.
Parallelamente alla diplomazia, l’Iran e le milizie alleate della regione continuano a esercitare una forte pressione sui mercati energetici globali. Le tensioni nel Golfo Persico e i recenti attacchi alle rotte commerciali marittime hanno spinto in più occasioni il prezzo del petrolio sopra la soglia critica dei 100 dollari al barile, una “formula” che l’Iran sfrutta per condizionare le scelte di politica monetaria della Federal Reserve americana e alimentare l’influenza geopolitica di Teheran.
Le dichiarazioni di Mohammad Bagher Ghalibaf riflettono una strategia di guerra economica a lungo termine che sfrutta lo Stretto di Hormuz per esercitare pressione sui mercati globali. Questa dinamica espone la vulnerabilità dell’Occidente e rischia di trascinare il Medio Oriente in un vicolo cieco diplomatico.
Giuseppe Basilico