Nella famiglia della Sinistra, l’unico passaggio davvero necessario è comunicare che, accada quel che accada, che si vinca o si perda, si rimarrà insieme per gli anni a venire.
Di questo hanno bisogno gli elettori, non di slogan, promesse, critiche all’avversario politico e una serie di punti scontati che vanno poco oltre quelli della Meloni. Sanità, sicurezza e scuola non hanno bisogno di ricette miracolose. Per dare una direzione diversa, chiunque vinca, ci vorranno anni. Gli elettori, però, vogliono sapere cosa accadrà domani mattina.
E bisogna avere il coraggio di dire che, chiunque vinca, domani mattina non accadrà nulla. Semmai, con un’impostazione diversa, nella migliore delle ipotesi ci vorranno anni. Vi pare possibile che, in quattro e quattr’otto, si possano sostituire tutti i tetti in eternit delle scuole che, nonostante le proteste, ancora ci sono? Riesumare i vecchi armamentari per dare battaglia all’avversario sarebbe un ulteriore passo avanti nel tenere gli elettori lontani dai seggi.
E allora cosa fare? Lo dicevamo all’inizio: convincere i cittadini che quella famiglia politica, vinca o perda, rimarrà unita. Con le parole? No, con i fatti. E non mi pare che il Centrosinistra sia convincente sul punto, anzi. Questo, nonostante nel Centrodestra, che appare unito come un monolite grazie alla Meloni, ormai si sia capito che, se dovesse perdere, potrebbe sciogliersi come neve al sole. Forse solo Fratelli d’Italia rimarrà unito, mentre Lega e Forza Italia stanno già affilando le lame. Ma a cosa ci riferiamo quando parliamo di famiglia della Sinistra? Beh, mi pare evidente che già appaiano in rete i programmi di AVS, che certo non sembrano capaci di attrarre nuovi elettori.
Senza dimenticare lo sfoglio del dubbio: Italia Viva sì, Italia Viva no, quando, matematicamente, se viene tenuta fuori, il Campo Largo non vince. E senza considerare che, per partecipare, Avanti PSI avrebbe avuto la strada sbarrata se non fosse stato per Conte. E invece il Centrosinistra insiste, cercando di colpire quello che ritiene il tallone d’Achille della Meloni: Vannacci.
No. Il vero tallone d’Achille è aver spinto Calenda verso il Centrodestra, attraverso Forza Italia. Altro che Futuro Nazionale. Stiamo assistendo alla politica di Bartezzaghi. Si cercano combinazioni, si spostano pedine, si prova a trovare la soluzione del gioco, quando invece la questione è molto più semplice: gli elettori vogliono sapere se, dopo il voto, quella famiglia politica esisterà ancora. E soprattutto se sarà in grado di stare insieme anche quando arriveranno le sconfitte, le difficoltà e le inevitabili discussioni.
Si dimostri con i fatti, e non con le parole, agli elettori che il Centrosinistra ha capito l’importanza di essere unito, ora e sempre, come nel rito del matrimonio. Solo così gli elettori, che si vinca o si perda, avranno la sensazione di una famiglia capace di combattere unita. Come? Certamente non ascoltando i radical chic apparentemente di sinistra che non solo non hanno portato voti oltre quelli che già c’erano, ma qualcuno di troppo se ne è anche andato. Altrimenti, dove si pensa che Fratelli d’Italia li abbia presi, i voti? In convento?