Non era mai successo prima di ieri sera. Quattro squadre italiane sono state sonoramente battute da quattro squadre straniere.
Dopo Inter e Napoli, sono cadute anche Roma e Como. Tutti ora piangono e si disperano. Ma la colpa è solo loro. Si sono riempite di troppi bidoni stranieri e si sono fatti scappare un ragazzo dopo averlo rifiutato diverse volte che l’altra sera ha fatto impazzire San Siro. Tutti ora lo vogliono, tutti lo cercano finanche il nostro C.T. Mancini. Ma questo ragazzo che di nome fa Tresoldi dice: Ingrata Patria non avrai i miei gol.
Scartato dai vari club italiani ora è diventato il capitano della nazionale under 21 tedesca. E qui mi sovviene la parabola del vignaiolo dove la pietra scartata dai costruttori è diventata la pietra angolare. Le quattro squadre italiane erano partite lancia in resta. Siamo pronte per vincere. Sono state battute e umiliate. E qui mi viene in mente quel proverbio azzeccatissimo che indica che chi parte con presunzione o intenzione di sopraffare qualcuno, alla fine finisce per subire la stessa sorte. I pifferi di montagna andarono per suonare e furono suonati.
Dopo due partite Inter e Napoli a zero punti. Como a tre punti. Roma ad un punto. Ma i cronisti, gli opinionisti, quei giocatori che oggi pontificano dalle televisioni e che quando giocavano non sapevano tirare neppure un calcio ad un pallone di pezza, esultano: L’Italia ha un campione. Ha conquistato San Siro con una tripletta e ha messo al tappeto l’Inter. Soddisfatto Tresoldi. Ha gioito. E’ un tifoso del Milan e avendo battuto l’Inter, la rivale del Milan, la gioia è arrivata alle stelle. E’ stata una notte da ricordare, una notte da consegnare alla storia. Un ragazzetto italiano, tifoso del Milan, nato in Sardegna, a Cagliari, rifiutato dai club italiani, a 13 anni emigrò con la famiglia in Germania, cresciuto in una squadra tedesca, a soli 22 anni l’altra sera con una squadra Belga, in Champions, ha segnato tre gol all’Inter. Ora l’Italia calcistica lo vuole.
Lo invoca, lo supplica: Ritorna in Patria. Ma era in Italia e ce lo siamo fatto scappare. Le squadre italiane preferiscono i giocatori stranieri e poi, però, prendono severe bidonate.
Quando giocano in Italia e affrontano squadrette colabrodo segnano i gol e fanno felici la Juve, il Milan, l’Inter, la Roma, il Como, poi però quando varcano le Alpi o devono affrontare squadre straniere si rivelano per quello che realmente sono: Bidoni. La Champions League, cari amici, non è la Sere A, è tutta un’altra cosa.
Frank Gagliardi