Premesso che ogni cittadino gode del diritto di espressione, può quindi organizzare qualsivoglia convegno su qualsiasi tema, lo stesso vale per il diritto di critica ed espressione.
Risulta singolare la scelta di parte del centrodestra dei Castelli Romani di organizzare il 25 novembre prossimo, giornata internazionale contro la violenza sulle donne, un convegno sul conservatore Charlie Kirk.
Ulteriore premessa: l’uccisione di Kirk è un crimine, chi ha sparato è un assassino e il gesto è sicuramente da stigmatizzare.
Alla platea di relatori (soli uomini) abbiamo però necessità di ricordare che Kirk non è un simbolo di libertà.
Come è possibile che chi si definisce in Italia “moderato” o peggio ancora “libertario” possa condividere le tesi di Kirk? “Ci vorrebbe un processo come Norimberga, contro tutti quelli che parlano di gender”; “Se mia figlia di 10 anni viene stuprata, le dico: devi tenerti il bambino”; “La pena di morte la metterei in televisione, che la vedessero i bambini”; “Se vedo un pilota nero mi chiedo se è qualificato”; “Il prezzo che paghiamo per la libertà di possedere armi è che qualcuno, talvolta, sarà ucciso”.
Molte altre frasi di Kirk sono manipolate e decontestualizzate, è vero, ma in ogni ragionamento si sottintende un latente razzismo e una “cristianità conflittuale” come viene definita da molti, che poco si sposa con la “chiesa del dialogo”, originaria di tanti movimenti e partiti politici centristi e democristiani.
Coltivare l’odio sul terreno fertile della non conoscenza della politica americana, sicuramente non è la prospettiva degli organizzatori del convegno, ci aspettiamo e ci auguriamo dagli stessi parole di condanna e stigmatizzazione sulle frasi e le azioni di Kirk.
Ci aspettavamo dal centrodestra il 25 novembre parole forti contro la violenza sulle donne, non un convegno su chi ripudia il diritto all’aborto e chi parla di ridotte capacità cognitive delle donne nere, talvolta al potere non per meriti ma grazie alle politiche “positive action”.
Kirk sosteneva, nel rispetto del secondo emendamento della Costituzione americana, che la detenzione di armi fosse giusta per permettere ai cittadini di resistere nell’ipotesi di un governo totalitario, è stato vittima proprio di quel sistema che tutelava e sponsorizzava.
È triste notare che Kirk sia usato come vessillo da un centrodestra senza idee, scivolato ormai nel becero populismo, anziché affrontare i problemi reali delle persone.
Fabio Mestici
Segretario PSI Castelli Romani