Amicizia, sovranità e nuova cooperazione internazionale: questi sono stati i tre punti al centro del convegno dell’Associazione San Marino-Italia dedicato agli accordi di associazione tra Repubblica del Titano e UE. Nella sala Montelupo di Domagnano (RSM), lo scorso 10 ottobre si è dibattuto sui possibili vantaggi derivanti da questo ulteriore avvicinamento formale di San Marino alle istituzioni comunitarie: vantaggi dei quali potrebbe beneficiare la stessa Italia, che parlerebbe così una lingua comune – quella appunto europea – con quell’Antica Terra della Libertà che fu cara a poeti e intellettuali del calibro di Giovanni Pascoli e Giosuè Carducci. “Vivi eterna con la vita e la gloria d’Italia”, disse proprio Carducci riferendosi alla Repubblica di San Marino. Occorre però contestualizzare il convegno alla luce dei passi istituzionali finora intercorsi tra il Titano e Bruxelles. Come riepiloga il portale istituzionale della Segreteria agli Esteri della RSM, l’iter dei negoziati prende avvio nel 2014, allorché il Consiglio dell’Unione europea conferisce ufficialmente alla Commissione il mandato per la negoziazione di accordi di associazione coinvolgendo San Marino, Principato di Andorra e Principato di Monaco. Ad otto anni dall’inizio dell’iter, nel 2023 la Commissione europea a Bruxelles ospita un’importante conferenza stampa congiunta nella quale viene annunciato il completamento positivo dei negoziati finalizzati al raggiungimento di un accordo di associazione con l’UE. Nel 2024, presso Palazzo Berlaymont a Bruxelles, si tiene un’altra conferenza stampa congiunta per celebrare la finalizzazione dei testi giuridici dell’accordo di associazione. Sempre il portale degli Esteri della RSM spiega in breve cosa debba intendersi con il termine ‘accordo di associazione’: “è un accordo che disciplina la partecipazione di uno Stato terzo a una parte delle attività di un’organizzazione internazionale”. Si precisa che, nel caso dell’associazione all’Unione europea, “lo Stato terzo non diviene membro dell’Unione – status che otterrebbe tramite un processo di adesione – e non avrà oneri economici nei confronti dell’Unione europea”. Si sottolinea inoltre che “seppur non esercitando alcuna rappresentanza politica, avrà potere consultivo”. In una sala Montelupo piena, dove erano presenti anche esponenti politici italiani, Denis Cecchetti (presidente dell’Associazione San Marino-Italia) ha espresso interesse per questo percorso intrapreso da San Marino verso l’UE auspicando che tutto ciò possa essere foriero di relazioni sempre più solide anche con la vicina Italia: naturalmente a trarne benefici sarebbero le imprese e un’occupazione qualificata. “È fondamentale giocare in squadra e d’anticipo, serve un’alleanza proattiva”, è quanto augurato dal presidente dell’Associazione San Marino-Italia per il quale l’avvicinamento tra San Marino e UE va visto con pragmatismo. L’Ambasciatore d’Italia a San Marino, Fabrizio Colaceci, ha voluto chiaramente specificare che l’accordo di associazione tra la RSM e l’UE comporterà inevitabilmente anche l’adattamento e l’aggiornamento dei rapporti bilaterali con l’Italia, sempre nel rispetto della reciproca sovranità. Essendo uno dei Paesi fondatori della CEE, l’Italia ha sempre incoraggiato San Marino in questo percorso: per l’Ambasciatore, questo sarebbe uno accordo storico e vantaggioso anche per l’Italia. Luca Beccari (Segretario agli Esteri della RSM) ha dato un proprio contributo in chiave storica ricordando che nel lontano 1939 venne creata la prima area di libero scambio in Europa: proprio quella tra Italia e San Marino e prevedeva la libera circolazione di persone, capitali, servizi e merci. Quella del 1939 tra Italia e RSM è conosciuta come convenzione di amicizia e buon vicinato. Beccari ha rimarcato che i due Stati anticiparono, pur in un’era certamente non facile, il formato del mercato unico della futura UE. Quindi in un’epoca a noi più recente, nel 1991, venne portato a compimento un accordo di unione doganale e cooperazione economica tra San Marino e una CEE che, di lì a poco, sarebbe divenuta l’attuale UE: questo passo ulteriore configurò la proiezione delle aziende sammarinesi in una dimensione europea. Andrea Belluzzi (Segretario agli Interni della RSM) ha dato invece una chiave di lettura focalizzata sulle opportunità che vanno al di là dei singoli confini; tuttavia, secondo Belluzzi, saranno importanti la transizione digitale e l’adeguamento del sistema statistico sammarinese agli standard europei.
San Marino, Italia e UE: amicizia, sovranità e cooperazione