“Un diabetico del Lazio deve avere gli stessi identici diritti e la stessa facilità di accesso alle cure di un diabetico di Milano, di Palermo o dell’Emilia-Romagna. La salute non può essere trattata a macchia di leopardo, e la sentenza del TAR Lazio ripristina un principio fondamentale di equità e giustizia sociale”.
A dichiararlo è Damiano Iulio, noto attivista per i diritti delle persone con diabete, commentando la recente sentenza n. 15974/2026 del TAR Lazio. Il Tribunale Amministrativo ha infatti annullato i provvedimenti con cui la Regione Lazio limitava la prima prescrizione dei farmaci antidiabetici della Nota AIFA 100 ai soli medici specialisti, relegando i medici di medicina generale al semplice rinnovo delle ricette.
Un ostacolo ingiustificato alla prevenzione e alle cure
Restringere la prima prescrizione agli specialisti ha creato per lungo tempo ostacoli burocratici, allungato le liste d’attesa e ritardato l’inizio di terapie essenziali per il contrasto al diabete e all’obesità correlata.
“Limiti di questo genere nascono solo dalla logica del risparmio immediato sulla singola ricetta, senza comprendere che ritardare la cura porta a un costo enormemente più alto in futuro, sia per i cittadini che per il Servizio Sanitario,” prosegue Damiano Iulio. “Le complicanze della malattia, i ricoveri e gli scompensi si prevengono consentendo ai medici di famiglia di intervenire tempestivamente. Chi gestisce la sanità pubblica deve valutare la sostenibilità dell’intero percorso di cura, non il mero costo burocratico di un farmaco.”
Un segnale forte per tutta Italia
La decisione del TAR Lazio rappresenta una vittoria importante non solo per la regione coinvolta, ma per la tutela dei diritti dei pazienti su tutto il territorio nazionale. Garantire parità di accesso ai trattamenti innovativi e valorizzare il ruolo della medicina di territorio sono passi imprescindibili per rendere il Servizio Sanitario Nazionale davvero equo e universalistico.
Chi è Damiano Iulio
Damiano Iulio è oggi considerato uno dei principali punti di riferimento in Italia per la tutela delle persone con diabete. Rappresenta una figura unica nel panorama civile e politico italiano: un percorso virtuoso che è riuscito a trasformare l’attivismo civico e la difesa dei diritti dei pazienti in atti istituzionali concreti, costituendo un’anomalia pragmatica e incisiva rispetto alle dinamiche tradizionali.